Le ricerche

1996 La presenza femminile tra 800 e 900 nelle aree di Roma, Milano e Veneto

La ricerca dal titolo La presenza femminile tra ‘800 e ‘900 nelle aree di Roma, Milano e Veneto ha inteso individuare i luoghi (testate, case editrici, archivi, biblioteche) che a Roma, Milano e in area veneta hanno dato spazio alla scrittura delle donne tra fine Ottocento e prima metà del Novecento. Dopo aver ricostruito il quadro complessivo, lo studio ha individuato i campi per il rilevamento delle fonti e definito gli strumenti comuni per la catalogazione. La ricerca, coordinata dalla prof.ssa Marina Zancan, è stata realizzata in collaborazione con l’Università di Siena, cattedra di Storia europea contemporanea, prof.ssa Annarita Buttafuoco. Si è proceduto al reperimento, censimento, catalogazione, interpretazione delle scritture femminili in Italia nelle aree individuate.

1997 Politiche, culture ed esperienze delle donne nell'Europa del Novecento

Nel 1997 è stato realizzato un primo progetto di ricerca Murst, coordinato da Annarita Buttafuoco (Università degli studi di Siena), dal titolo Politiche, culture ed esperienze delle donne nell'Europa del Novecento. Le Unità di ricerca coinvolte sono state le Università di Siena con Annarita Buttafuoco, Università di Torino con Alba Andreini, di Padova con Antonia Arslan, di Catania con Antonietta Rita Palidda, di Roma “La Sapienza” con Marina Zancan.
Il progetto, nelle sue linee complessive, ha previsto di ricostruire attraverso diverse angolature disciplinari - da quella storico-politica a quella letteraria a quella socio-economica - il rapporto intercorso tra movimenti politici delle donne e produzione teorica culturale nel Novecento europeo.
In particolar modo si è voluto indagare il rapporto che le organizzazioni del movimento politico delle donne nei diversi paesi europei hanno intrattenuto tra loro, dalla fine dell'Ottocento fino alle leggi razziali. L'indagine sui rapporti internazionali si è incentrata anche su un aspetto mai considerato dalla storiografia, vale a dire sulla politica delle traduzioni dei testi delle intellettuali. Sono stati quindi indagati le riviste politiche delle donne nei diversi paesi; i cataloghi delle case editrici; le biografie politiche ed intellettuali di autrici e traduttrici; la presenza nelle biblioteche pubbliche di "testi base". Parallelamente si è lavorato a ricostruire la storiografia letteraria di figure ed opere di grandi scrittrici del Novecento italiano sparite dai quadri storiografici e ad indagare il lavoro delle donne nell'editoria.
La metodologia di base, che ha riunito le diverse unità di ricerca, ha mirato all’individuazione di fonti inedite, in particolar modo fonti autonarrative (diari, memorie, autobiografie, carteggi), alla individuazione e schedatura di testi prodotti da donne, di traduzioni e di edizioni di testi circolate nei diversi paesi europei, di materiali conservati negli archivi delle case editrici.
Ricerca Unità Torino
L’unità di ricerca di Torino, coordinata da Alba Andreini, ha proposto un programma dal titolo La scrittura letteraria delle donne nel 900. Fonti narrative, editoria. La ricerca ha mirato ad individuare, attraverso l’esame di case editrici e testate, sedi e momenti significativi per la produzione e la ricezione della scrittura letteraria femminile nel Novecento italiano, per capire come viene a formarsi, proporsi e trasmettersi, in Italia, la produzione novecentesca femminile di tipo letterario, in quanto elemento rilevante della cultura delle donne.

Ricerca Unità Roma
Il gruppo di ricerca dell’Unità di Roma “La Sapienza”, coordinato da Marina Zancan, ha proposto un programma dal titolo Letterate italiane del Novecento in rapporto ai movimenti politici e sociali delle donne. Un primo settore di ricerca, dopo una prima fase di formazione archivistica, ha lavorato sulle carte d’archivio. Il secondo settore ha ricostruito un’ampia bibliografia delle letterate italiane del Novecento per restituire alla storiografia letteraria figure ed opere delle grandi scrittrici italiane. Il terzo settore ha ripercorso la storia dell’editoria per ricostruire la presenza e le funzioni delle donne intellettuali nel loro lavoro di consulenti editoriali, curatrici di collane, traduttrici.
Sono stati individuati come luoghi di ricerca:
- il Fondo personale di Alba de Céspedes, conservato presso gli Archivi riuniti delle donne di Milano, che è stato inventariato, e il Fondo di biblioteca che è stato catalogato.
- Il Fondo personale di Giovanna Zangrandi, conservato da Arturo Fornasier a Pieve di Cadore. Il materiale è stato ordinato e inventariato. Al lavoro sul fondo personale si è affiancato quello presso la Biblioteca Nazionale di Roma e l’Archivio della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.
- Il Fondo di Paola Masino, conservato presso l’Archivio del Novecento, riordinato e di cui è stato effettuato l’ordinamento ragionato della serie Corrispondenza.
- il Fondo di Gianna Manzini, conservato presso l’Archivio del Novecento.

Prodotti ricerca Siena
Il gruppo di ricerca di Siena, coordinato inizialmente da Annarita Buttafuoco e, in seguito alla sua scomparsa, da Camillo Brezzi, ha proposto un programma dal titolo Strutture organizzative e linee teoriche dei movimenti politici delle donne in Europa nel Novecento. Diffusione dei modelli e circolazione delle idee. La ricerca ha ricostruito la rete dei rapporti internazionali tra i movimenti politici delle donne nel Novecento europeo, riconsiderando sotto nuove prospettive d’indagine il rapporto tra donne e nazismo, donne e fascismo, donne e sistemi politici del secondo dopoguerra, con particolare riferimento al ruolo svolto dalle intellettuali. Il gruppo di ricerca ha effettuato una raccolta sistematica di fonti relative alle diverse esperienze dei movimenti politici delle donne in Europa, con indagini in biblioteche ed archivi nazionali, in particolare gli archivi dell’Unione femminile nazionale con sede a Milano, la biblioteca del Consiglio nazionale delle donne italiane, il Museo Centrale del Risorgimento di Roma, la Biblioteca nazionale di Firenze, la Fondazione Primo Conti, gli Archivi storici di Roma, di Jesi e di Senigallia, gli archivi dell’Udi e del Cif.

Ricerca Unità Catania
L’Unità di ricerca, coordinata da Rita Antonietta Palidda, ha proposto un programma dal titolo Cittadinanza, identità di genere e movimenti politici delle donne in un’area del Mezzogiorno. L’obiettivo è stato quello di ricostruire il nodo dialettico tra il processo di acquisizione della cittadinanza sociale e il processo di acquisizione di un’identità di genere, come individuazione e valorizzazione della differenza, attraverso la ricostruzione di percorsi di vita e culture di donne appartenenti a diverse generazioni dal dopoguerra ad oggi: sono state effettuale 25 interviste biografiche per individuare la percezione del percorso emancipativo; 10 interviste a donne attive nel Movimento femminista catanese. Sono stati inoltre effettuati il riordino e l’inventario delle fonti a stampa prodotte dal Coordinamento per l’Autodeterminazione delle donne. La ricerca si è dunque posta come meta la messa a fuoco della questione inerente la trasmissione della memoria storica dei movimenti politici delle donne.

1999 Scrittrici italiane del Novecento l'archivio di Alba de Cespedes

Nel 1999 La Sapienza Università di Roma ha finanziato una ricerca dal titolo Scrittrici italiane del Novecento: l’archivio di Alba de Céspedes, coordinata dalla prof.ssa Marina Zancan. La ricerca nasce dall’urgenza, evidenziata dagli studi storici e storico-letterari degli ultimi trent’anni, di sviluppare l’analisi della storia delle scritture femminili. Tale ambito, per quanto riguarda l’area italiana, registrava un evidente ritardo, se confrontato con lo stato della ricerca in altre realtà europee o in quella statunitense. La questione, in parte delineata in ambito teorico, era recepita come rilevante anche sul piano della formazione, come dimostrato dall’istituzione nel 1995 di un dottorato di ricerca in Storia delle scritture femminili (sede amministrativa La Sapienza Università di Roma, sedi consorziate Università di Padova, Siena, Torino). Ancora carenti erano gli strumenti di base indispensabili non solo per l’attività didattica ma anche per la stessa attività di ricerca. Nella prospettiva di ricostruire i profili intellettuali di alcune importanti letterate italiane del Novecento erano state avviate ricerche parallele ed integrate (CNR, MURST, La Sapienza) che avevano consentito di individuare alcuni archivi come luoghi primari di applicazione della ricerca (Banti, Bellonci, de Céspedes, Manzini, Masino, Aleramo, Morante, Ginzburg). La ricerca Scrittrici italiane del Novecento è stata applicata in particolare alla Biblioteca e all’Archivio di Alba de Céspedes, depositato presso gli Archivi Riuniti delle donne, con sede a Milano, la cui responsabilità scientifica era stata attribuita a Marina Zancan e Annarita Buttafuoco. Si tratta di un archivio ricco di carte edite e inedite, pubbliche e private, fondamentale per lo studio della scrittrice e per ricostruire la rete delle sue relazioni con gli ambienti intellettuali italiani ed europei, a partire dagli anni Trenta. Il lavoro sul Fondo era già stato avviato come parte di una ricerca interuniversitaria cofinanziata dal MURST, che aveva provveduto al primo ordinamento del materiale archivistico e bibliotecario, confermandone la straordinaria completezza, riconosciuta del resto dalla Sovraintendenza Archivistica per la Lombardia che ne ha certificato l’alto valore storico. Il Fondo comprende serie complesse, che conservano la storia dei testi letterari; l’attività giornalistica; una ricchissima corrispondenza con il mondo letterario del Novecento europeo; tutti i materiali inediti dell’ultimo romanzo; un ricco archivio fotografico; materiali a carattere amministrativo, personale e di tipo editoriale; adattamenti per cinema, rai, tv e teatro; documenti personali. La biblioteca, tra testi ed opuscoli, comprende circa 6000 pezzi. La ricerca, durata 3 anni, ha completato il lavoro di inventariazione dell’archivio e della biblioteca su scheda informatica, con la collaborazione degli Archivi Riuniti delle Donne e della Sovraintendenza Archivistica della Lombardia. Di seguito è stato svolto un lavoro sistematico sulla serie Corrispondenza, articolata in numerose sottoserie (privata, professionale, con autori, autrici, traduttori, agenti letterari, case editrici). La descrizione, tendenzialmente esaustiva nei suoi dati strutturali, della corrispondenza ha consentito di ricostruire la rete delle relazioni, ampia e a carattere internazionale, della de Céspedes. Il lavoro di analisi ha consentito l’individuazione di settori di archivio, separati dal corpo centrale, che sono stati riconnessi ad esso attraverso lo strumento informatico e in una giuda ragionata alle fonti necessarie allo studio dell’autrice. E’ stata di seguito avviata la ricerca e la catalogazione di questi settori, con la compilazione della guida ragionata dell’archivio e della biblioteca e di una bibliografia esaustiva dell’opera della de Céspedes.

2000 Luoghi e fonti della ricerca per una storia delle donne nel Novecento

Nel 2000 è stato presentato un progetto di ricerca volto a proseguire i lavori effettuati nel triennio precedente, nell’ambito della ricerca coordinata da Annarita Buttafuoco (Università degli studi di Siena), dal titolo Politiche, culture ed esperienze delle donne nell'Europa del Novecento. Il nuovo progetto, coordinato da Marina Zancan dell’Università di Roma “La Sapienza”, dal titolo Luoghi e fonti della ricerca per una storia delle donne nel Novecento, si è proposto di ricostruire, attraverso ottiche disciplinari diverse, alcuni segmenti di storia culturale e politica delle donne nel Novecento italiano, considerato nei suoi rapporti con la cultura coeva europea. Il gruppo di lavoro – formato da tre unità, due a carattere storico letterario; una a carattere storico politico e culturale – ha individuato tre aree omogenee di ricerca: la scrittura, la lettura, l’istruzione come accesso al mondo della cultura e alle professioni. Lo stato dell’arte – che ha evidenziato nella tradizione storiografica l’assenza di trasmissione dell’attività politico-culturale delle donne nell’Italia post-unitaria, e la necessità di indagini sistematiche sulle fonti – ha orientato il gruppo nella definizione di un progetto in grado di comprendere il lavoro di recupero e organizzazione dei materiali e quello relativo alla ricostruzione di profili intellettuali interrelati e di segmenti storiografici. In questo senso i luoghi, individuati come prioritari, per la ricerca sono gli Archivi, i Fondi bibliotecari personali e di associazioni, alcune testate di rivista. -Archivi: Fondi archivistici personali, di alcune protagoniste del Novecento letterario italiano (Aleramo, de Céspedes, Masino, Manzini, Ginzburg, Zangrandi) possono restituire profili bio-bibliografici tendenzialmente completi e, accorpati a quelli aggregati, possono delineare le reti di relazioni tra le autrici e con il contesto culturale e politico coevo. Le scritture ivi contenute, pubbliche e private, possono inoltre intersecarsi con i temi relativi alla lettura e alla istruzione delle donne. I Fondi personali di alcune socie del CNDI e il Fondo Ersilia Majno Bronzini, conservato presso l’Unione Femminile Nazionale, possono restituire le relazioni – sempre attive nel corso del secolo – tra politiche e letterate, oltre ad evidenziare i punti di convergenza nei progetti e nelle iniziative e ad articolare, tra pubblico e privato, la vita dell’associazione. L’Archivio del CNDI, indagato in particolare per quanto attiene all’istruzione, all’educazione e all’occupazione delle donne contiene le fonti di una riflessione teorica e di una attività politica sul rapporto donne-cultura e donne-professioni che attraversa nelle sue diverse fasi, l’intero Novecento. L’Archivio dell’Unione Femminile Nazionale indagato per la valorizzazione delle capacità intellettuali e creative delle donne e la questione dell’occupazione. - I fondi di biblioteca personali (Alba de Céspedes, conservato presso gli Archivi Riuniti delle Donne, Milano; Maria Bianca Viviani della Robbia, conservato presso il Gabinetto Viesseux di Firenze), oltre a contribuire alla ricostruzione dei relativi profili intellettuali danno corpo al tema della lettura, affrontato dal CNDI nella promozione di biblioteche fisse e circolanti e dall’Unione Femminile (che ha conservato il proprio Fondo bibliotecario) e documentato dal “Libro dei soci” e dal “Libro dei prestiti” del Gabinetto Vieusseux, oggetto di indagine in questa ricerca. L’analisi di alcune testate di riviste («L’Alleanza»; «L’Almanacco della donna italiana»; «Il giornale per la donna»; «La donna»; «Attività femminile sociale»; «Vie nuove» per Masino; «Mercurio», «Epoca» per de Céspedes) offre documentazione per tutte e tre le aree della ricerca, intervenendo nello stesso tempo nella ricostruzione della riflessione teorica, e della proposta politica che le protagoniste del Novecento rendono attive nei confronti di un contesto e di un pubblico allargato e di prospettiva. In questo quadro la ricerca si è proposta di dare, come propri prodotti, fonti organizzate in percorsi bibliografici ragionati e quadri interpretativi comparati e interrelati secondo un’ottica pluridisciplinare.
Ricerca Unità Arezzo
L’Unità di ricerca dell’Università di Siena-Arezzo, coordinata dal prof. Camillo Brezzi, ha realizzato un progetto dal titolo Élite femminili: donne, istruzione e professioni nel Novecento.
Il programma dell'Unità di Ricerca presso l'Università di Siena (sede di Arezzo) si è incentrato sull'esame del rapporto tra ingresso delle donne nel mondo delle professioni e sviluppo in Italia di una nuova sociabilità femminile, che va progressivamente affermandosi nei primi decenni del Novecento e si esprime attraverso una diffusa rete di associazioni delle donne, che presentano una molteplicità di posizioni e di finalità. Intorno a questo fenomeno, come è noto, la storiografia ha già conseguito dei risultati; resta, invece, in gran parte da indagare e da studiare, la fisionomia sociale e culturale delle principali esponenti del movimento delle donne, provenienti nella maggioranza dal ceto medio e dal mondo delle professioni.
La ricerca ha indagato la configurazione del rapporto tra acquisizione di uno status professionale da parte delle donne e accesso alla sfera pubblica, secondo una linea di ricerca volta a valorizzare l'esperienza soggettiva ed il rapporto tra processi di costruzione dell'identità politica, impegno intellettuale e professionale ed affermazione di una nuova soggettività delle donne. A tal fine si è assunto quale osservatorio il Consiglio Nazionale delle Donne Italiane nato nel 1900 (già Federazione romana delle opere di attività femminile, 1899) sull'esempio di alcune esperienze maturate in altri paesi europei e negli Stati Uniti. Scopo del CNDI fu quello di garantire il coordinamento tra le organizzazioni suffragiste, emancipazioniste e socialiste, che conobbero ampia fioritura in Italia nella fase giolittiana. Particolare attenzione è stata dedicata all'Unione femminile nazionale, una delle principali protagoniste della stagione emancipazionista, fondata a Milano nel 1899. Le due associazioni, sebbene presentino sostanziali differenze politiche - di stampo liberal-moderato il CNDI, laico-socialista l'Unione - si impegnarono in un'attività volta al miglioramento delle condizioni di vita delle donne.

Ricerca Unità Università di Roma “La Sapienza”
L’Unità di Ricerca dell’Università di Roma “La Sapienza” ha sviluppato un progetto dal titolo Archivi letterari. Autrici del Novecento.
Il programma di questa Unità di ricerca ha ricostruito, a partire dalle carte di Archivio, i profili intellettuali di alcune importanti autrici del Novecento letterario italiano. In particolare si è lavorato su:
- Archivio Alba de Céspedes. La ricerca ha indagato, con una indagine analitica delle carte, tre serie:
   1. Scritti: identificazione e schedatura analitica, per una bibliografia esaustiva e ragionata della produzione letteraria dell’autrice
   2. Corrispondenza: schedatura analitica di tutte le sotto-serie (già realizzata per Alba-Franco; Scrittori)
   3. Fotografie: analisi di immagini che visualizzano il quadro delle relazioni dell’autrice e documentano con grande ricchezza parti di storia della cultura italiana ed europea
- Fondo Paola Masino. La ricerca si è proposta di realizzare e pubblicare l’inventario completo e ragionato delle fonti.
- FFondo Gianna Manzini. Conservato in parte presso l’Archivio del Novecento, e parte presso la Fondazione Mondadori, contiene le carte pubbliche e private dell’autrice. La sezione conservata presso l’Archivio del Novecento ha avuto un primo ordinamento. La ricerca ha realizzato e pubblicato l’inventario completo e ragionato.
- Archivio Giovanna Zangrandi. La ricerca ha realizzato e pubblicato l’inventario completo e ragionato.
- Fondo Sibilla Aleramo. Parte del Fondo Matacotta è stato acquisito dall’Archivio del Novecento: contiene corrispondenza, fotografie, manoscritti. La ricerca si è posta l’obiettivo di ordinarlo e inventariarlo.
- Fondo Biagia Marniti. E’ conservato presso l’abitazione dell’autrice. Si è effettuato il primo ordinamento.

Ricerca Unità Torino
L’Unità di Ricerca di Torino, coordinata dalla prof.ssa Alba Andreini, ha realizzato un progetto dal titolo La cultura letteraria delle donne: i libri, la circolazione, la lettura. La ricerca si è occupata di alcuni dei vari piani in cui può essere articolato l'argomento della "lettura delle donne":
a) Indagando l'aumento degli abbonamenti delle donne all'interno dell'utenza complessiva del Gabinetto Scientifico-letterario G.P. Viesseux di Firenze, tramite lo spoglio delle firme del "Libro dei soci" lì conservato. Di questo rarissimo documento, che copre gli anni dal 1850 al 1925, è stato preso in esame l'ultimo decennio dell'800, retrocedendo al periodo immediatamente antecedente (e storicamente assai significativo) rispetto a quello già analizzato in una precedente ricerca. Da tale esame è stato possibile ricavare, oltre a dati quantitativi, indicazioni sul profilo sociale delle lettrici e la loro nazionalità.
b) Relativamente al caso del Gabinetto Viesseux, che eccezionalmente (rispetto ad altre biblioteche) ha conservato la documentazione relative alla storia della propria utenza, è stato analizzato il "Libro dei prestiti" della Biblioteca, per gli anni 1900-1925 (su un periodo complessivo più esteso), per verificare quali siano stati i libri più letti, e quali, tra essi, i libri delle scrittrici italiane e straniere.
c) Oltre all'utenza pubblica e ai suoi luoghi, la ricerca ha esplorato biblioteche private di intellettuali e scrittrici, per capire come si costituiscono e quale sapere trasmettono:
1. la biblioteca di Maria Bianca Viviani della Robbia (1884-1971), conservata all'Archivio contemporaneo del Gabinetto Viesseux di Firenze.
2. la biblioteca di Alba de Cespedes, conservata presso gli Archivi Riuniti delle Donne.

2003 Scrittrici italiane del Novecento. Sibilla Aleramo

Gli studi storici e storico-letterari degli ultimi trent’anni hanno evidenziato l’urgenza di sviluppare il settore di ricerca relativo alla storia delle scritture femminili, un ambito che per quanto riguarda l’area italiana ha registrato un evidente ritardo, se confrontato con lo stato della ricerca internazionale. L’obiettivo di arricchire i quadri storici, la tradizione letteraria e la stessa metodologia attraversando i luoghi dell’indagine e gli ambiti della storiografia e della critica letterarie secondo un’ottica di genere si è rivelato essenziale per conoscere la complessità della cultura letteraria novecentesca. La questione, in parte delineata in ambito teorico, è stata recepita come rilevante anche sul piano della formazione con l'attivazione di moduli e di master di Studi di genere e, presso la Facoltà di Roma La Sapienza, con l’istituzione di un Dottorato di ricerca in Storia delle scritture femminili e di un Post- dottorato su Le italiane: figure intellettuali nel contesto politico-culturale dell’età moderna e contemporanea, coordinati dalla Prof.ssa Marina Zancan, con sede amministrativa presso il Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari.

Nella prospettiva di ricostruire i profili intellettuali di alcune importanti scrittrici italiane del Novecento e di arricchire i quadri storiografici e la tradizione letteraria secondo un’ottica di genere, sono state realizzate ricerche nazionali ("Politiche, culture, ed esperienze delle donne nell’Europa del Novecento", Murst 1997; "Luoghi e fonti della ricerca per una storia delle donne nel Novecento", Murst 2000; "Scrittrici e intellettuali del Novecento. Le carte d'archivio", Fondazione Cariplo) e internazionali ("WWW. Women writers words. Scrittrici e intellettuali europee del Novecento", Cultura 2000). Esse hanno consentito di individuare, ordinare e inventariare alcuni archivi, luoghi primari di applicazione della ricerca, e di realizzare inventari, bibliografie, cataloghi di mostre, atti di convegni su de Céspedes, Masino, Manzini, Zangrandi.

Entro tale contesto si inquadra la ricerca Scrittrici italiane del Novecento. Sibilla Aleramo, che ha avuto l’obiettivo di ricostruire la complessità del profilo intellettuale della scrittrice nel contesto italiano e internazionale.

La ricerca si è dunque posta in continuità con lavori già avviati, volti allo studio, alla ricognizione e alla valorizzazione delle carte d’archivio. L’archivio Aleramo – lasciato dall’autrice al Partito Comunista Italiano che, alla morte della scrittrice, lo ha depositato presso la Fondazione Istituto Gramsci - conserva un patrimonio ricchissimo (diari, corrispondenza, manoscritti e dattiloscritti di opere, documenti personali, ecc.) che risultava ancora quasi interamente da esplorare. Accanto al nucleo centrale dell’archivio dell’autrice, si collocano i fondi conservati presso la Fondazione Feltrinelli di Milano, la Fondazione Cini di Venezia, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori di Milano, l’Archivio del Novecento, sezione del Dipartimento di Studi filologici linguistici e letterari del nostro Ateneo; l’Archivio Centrale dello Stato e i fondi di archivi stranieri, in particolare francesi (Musée Rodin, Bibliothèque Nationale de France, Bibliothèque publique et universitaire de Génève).
La ricerca si è posta nella prospettiva di indagare il rapporto fra edito e inedito in relazione in particolare ai settori della corrispondenza (i carteggi di Sibilla Aleramo con esponenti della cultura novecentesca - da Baldini a Boine, Campana, Cardarelli, Quasimodo, Rebora, Slataper –, sono stati editi, ma il materiale ancora inedito risulta di particolare rilievo), della scrittura diaristica e di quella letteraria: è, infatti, da tale confronto, che intreccia all’approccio critico-letterario quello filologico e editoriale, che è stato possibile ricostruire in forma esaustiva l’attività letteraria della scrittrice (ricostruendo la genesi e la storia editoriale delle opere, la diffusione e la ricezione in Italia e all’estero), il suo impegno politico-culturale e le sue relazioni - ampie e a carattere internazionale - con l’ambiente culturale europeo e, in particolare, con l’intellettualità femminile.


Con l’obiettivo di ricostruire la biografia intellettuale di Aleramo nel contesto della cultura italiana ed europea del Novecento (in particolare con la Francia), il progetto ha focalizzato l’analisi su alcuni settori dei fondi archivistici che conservano le carte di Aleramo.
La corrispondenza rappresenta una fonte significativa che pone l’autrice nel contesto intellettuale del suo tempo, in relazione con i maggiori esponenti e le principali correnti del Novecento letterario. I rapporti con le emancipazioniste, con le scrittrici e gli scrittori, con gli intellettuali e gli artisti italiani e stranieri, con gli ambienti politici e culturali legati a significative riviste culturali, letterarie, femminili (dal «Marzocco», alla «Voce», alla «La Grande Illustrazione Italiana», a «Mercurio», «Noi donne» ecc.), con gli editori e i traduttori sono tutti documentati dall’ampia serie dei carteggi. Il lavoro dunque ha tenuto conto non solo del vastissimo materiale conservato nell’Archivio dell’autrice e nei fondi aggregati, ma ha anche esplorato gli archivi dei corrispondenti (in questo senso si è completato il quadro relativo alle relazioni intellettuali fra le autrici del Novecento, lavorando presso gli archivi Banti, Bellonci, Cialente, Marniti, Morante). In particolare: -Scrittori, intellettuali e artisti italiani: Vittoria Aganoor Pampilj, Barbara Allason, Giovan Battista Agnoletti, Maria Luisa Astaldi, Riccardo Bacchelli, Giacomo Balla, Anna Banti, Maria Bellonci, Sem Benelli, Giovanni Boine, Massimo Bontempelli, Elisa Boschetti, Aldo Capasso, i coniugi Celli, Fausta Cialente, Primo Conti, Silvio D’Amico, Giacomo Debenedetti, Alba de Céspedes, Grazia Deledda, Enrico Falqui, Amalia Guglielminetti, Piero Jahier; Curzio Malaparte, Paola Masino, Gianna Manzini, Ersilia Majno, Biagia Marniti, Elsa Morante, Neera, Ada Negri, Ugo Ojetti, Virgilia Olper Monis, Angiolo Orvieto, Aldo Palazzeschi, Alfredo Panzini, Giuseppe Prezzolini e la moglie Dolores, Alessandra Ravizza, Gaetano Salvemini, Margherita Scarfatti, Matilde Serao, Scipio Slataper, Sergio Solmi, Flavia Steno, Federigo Tozzi.
- Scrittori, intellettuali e artisti francesi: Aurel, Valery Larbaud, Alfred Mortier, Léon Balzagette, Marguerite e Camille Mauclair, Charles Vildrac, Auguste Rodin, Julien Luchaire e con i traduttori francesi Pierre-Paul Plan e Marthe-Yvonne Lenoir.
- Editori: Arnoldo Mondadori, Bemporad, Feltrinelli, Treves, Tumminelli, Stock, Sten e gli editori francesi Calmann-Lévy, F. Rieder & C. Editeurs.

La ricerca ha contestualmente utilizzato le fonti archivistiche citate, interrogato i fondi bibliotecari e proceduto agli spogli di fonti bibliografiche per la realizzazione di una bibliografia esaustiva che ha aggiornato e completato quella realizzata negli anni Ottanta da Alessandra Spada e pubblicata nel volume Svelamento. Sibilla Aleramo: una biografia intellettuale, a cura di Annarita Buttafuoco e Marina Zancan, Milano, Feltrinelli, 1988.
In particolare si è inteso ricostruire: 1)la produzione dell’autrice sulla base delle diverse tipologie dei materiali, ripercorrendo la storia editoriale e la diffusione delle opere nel mondo: dalle prime edizioni o nuove edizioni (con varianti testuali o paratestuali) o ristampe che documentano cambiamenti editoriali (collane, copertine) fino alle traduzioni; racconti, articoli e poesie pubblicati su giornali e riviste, ricostruendo la storia dei singoli testi; 2) la critica su Aleramo in Italia e all’estero per documentare non soltanto il suo successo internazionale, ma anche le diverse culture che si sono accostate alla sua produzione.
1) settore Corrispondenza attraverso l’analisi dei carteggi di Aleramo con le maggiori rappresentanti dell’emancipazionismo milanese di fine Ottocento, in particolare Alessandrina Ravizza (Myriam Trevisan, Ritrarsi, ritrarre. Immagini di Alessandrina Ravizza fra le carte di Sibilla Aleramo, in «Storia e problemi contemporanei», XXXI (2002), pp. 45-61); con le principali scrittrici coeve, studiando in particolare le lettere inviate all’autrice e da lei conservate (Myriam Trevisan, Sibilla Aleramo e le scrittrici del suo tempo. Scambi epistolari, in Atti della Accademia Roveretana degli Agiati, CCLIV, serie VIII, vol. IV (2004), pp. 389-402). E' stata inoltre avviata la ricostruzione completa dei carteggi, individuando le lettere inviate da Aleramo conservate presso l’Archivio Paola Masino (Myriam Trevisan, Frammenti di biografie intellettuali nelle lettere a Paola Masino, in Paola Masino. Atti del convegno, a cura di Marinella Mascia Galateria, 2005, in corso di pubblicazione) e l’Archivio Gianna Manzini (intervento di Myriam Trevisan, dal titolo Lettere d’autore, al convegno Scrittrici e intellettuali del Novecento. Gianna Manzini, Roma, 7-8 aprile 2005). Per quanto concerne la rete di relazioni con gli scrittori è stato analizzato il carteggio con Salvatore Quasimodo (Myriam Trevisan, Fuori e dentro la storia. L’epistolario Aleramo-Quasimodo, in Segni e sogni quasimodiani, a cura di Laura Di Nicola e Maria Luisi, Metauro, Fossombrone 2004, pp. 103-119);
2) settore editoriale (S. Ciminari, Sibilla Aleramo e il suo editore: una lettura dei diari, in «La Fabbrica del Libro. Bollettino di storia dell'editoria in Italia», IX (2003), 2, pp. 34-40);
3) scrittura diaristica attraverso l’inventariazione delle carte inedite;
4) prima ricognizione della diffusione e della ricezione di Aleramo in Francia.

2005 Classici italiani nella letteratura europea del Novecento

La ricerca Classici italiani nella letteratura europea del Novecento. Storia dei testi, fortuna editoriale, tradizione storiografica – imperniata sui classici della letteratura italiana del Novecento, considerati nella tradizione nazionale e nel quadro della cultura europea – si è collocata nella prospettiva di quella ridefinizione dei quadri storiografici e delle metodologie di indagine resa opportuna dallo stato dell’arte in ambito nazionale e internazionale. La necessità scientifico-disciplinare di riconsiderare la tradizione nella contemporaneità è stata assunta secondo tre prospettive:
1. La centralità dell’opera, considerata in ogni suo aspetto e indagata secondo le prospettive critico-letterarie, linguistiche, stilistiche e filologiche; nella sua fortuna, in Italia e in Europa, secondo una metodologia di indagine accreditata a livello internazionale.
2. L’incidenza, negli esiti della produzione letteraria, della fortuna dell’opera e nella codificazione stessa della tradizione, dell’identità di genere dei soggetti di scrittura. Le prospettive aperte, all’interno delle diverse discipline, dalla adozione di un’ottica di genere – attenta a cogliere e interpretare, nelle forme espressive dei due generi, la complessità della realtà contemporanea – sono risultate parte di una riflessione metodologica e di una ricerca in pieno sviluppo, a livello nazionale e in ambito internazionale, negli ultimi trent’anni.
3. L’utilizzo sistematico delle fonti d’archivio della contemporaneità (fondi personali, editoriali, di associazioni o gruppi). La cultura della conservazione e della valorizzazione della memoria del Novecento, promossa negli ultimi decenni da Università, Enti pubblici e privati, ha modificato, nell’offerta delle fonti (edite, inedite, pubbliche, private) l’approccio alle opere evidenziando, nella storia materiale dei testi, la complessità della loro genesi, l’intreccio delle relazioni intellettuali, le varianti connesse alla storia editoriale dei testi (ristampe, nuove edizioni, traduzioni), le strategie editoriali di produzione e promozione delle opere.
La rilettura di singole opere – o di insiemi di testi tra loro correlati – condotta nell’intreccio tra la storia delle forme e delle idee e la storia della produzione e del consumo, mentre ha articolato, approfondito e rinnovato la conoscenza della tradizione nazionale, ha consentito di valutare – anche sulla base delle strategie editoriali – la fortuna e l’incidenza delle opere italiane in Europa. In questo quadro, il progetto – come attestato dalla composizione del gruppo di ricerca – ha coordinato competenze, metodologie, settori scientifici (storico-letterario, filologico, linguistico, sociologico, archivistico, informatico) rappresentati all’interno dell’Ateneo, sul piano nazionale e in Europa.
La ricerca è stata condotta su fonti conservate in Italia (con la Fondazione Mondadori è attivo un rapporto di collaborazione sul piano archivistico e storico editoriale), in Francia (con l'Université Paris X-Nanterre è attivo un rapporto nell'ambito dei Dottorati; la prof.ssa Cazalé dirige il Centro di ricerca CRIX, che fa parte della Equipe d'accueil 369, e si occupa di "Histoire de la critique, théorie de la textualité, traduction dans l'Italie du XXème siècle"), in Polonia (con l'Università Jagellonica di Cracovia è attivo un accordo interdipartimentale nell'ambito delle relazioni internazionali dell'Ateneo). La ricerca inoltre, per quanto attiene ai beni archivistici e librari, ha operato in rapporto con le Soprintendenze archivistiche e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il progetto ha dunque analizzato la tradizione letteraria del Novecento italiano, indagata secondo un intreccio di ipotesi, approcci e metodologie finalizzato a riconsiderarla anche nel quadro della cultura europea. Ha avuto una durata di 36 mesi; ha coinvolto docenti e personale altro dell’Ateneo di Roma “La Sapienza”, di altri Atenei in Italia e in Europa, di studiosi interni ed istituzioni pubbliche e private. Il progetto ha previsto, come luoghi di indagine, archivi e biblioteche disposti sul territorio nazionale e in Europa, in particolare in Francia e Polonia.

L’analisi sistematica delle fonti d’archivio ha previsto collaborazioni di ricerca e missioni; l’intreccio delle competenze e delle metodologie ha richiesto seminari di verifica e valutazione del lavoro. La ricerca ha avuto come oggetto di indagine le opere: singoli testi, o insiemi di opere tra loro correlate del Novecento italiano, selezionati in base a criteri che considerano i soggetti di scrittura (autori, autrici); la ricerca letteraria ad essi sottesa; la presenza di fonti archivistiche ordinate per la consultazione; la diffusione in alcune aree d’Europa.
Per ogni opera presa in esame il progetto ne ha ricostruito la genesi, nella biografia intellettuale dell’autore e nell’individuazione delle fonti e dei materiali della stessa; la storia dell’edito; la ricezione della stessa nell’ambito della critica e della storiografia italiane; l’individuazione della ricerca e della sperimentazione letterarie ad essa sottese. Il lavoro sulle carte d’archivio ha approfondito, nel confronto fra edito e inedito, la genesi dell’opera; l’analisi delle varianti tra edizione ed edizione; la rete di relazioni intellettuali e l’ambito di definizione, e valutazione, della pratica sottesa all’opera.

La ricostruzione e l’analisi della fortuna e della diffusione editoriale delle opere è avvenuta su due piani: la loro storia nel contesto italiano e la loro diffusione e ricezione in Europa.
Per quanto attiene la storia delle opere nel contesto italiano, le carte degli archivi editoriali hanno consentito di ricostruire quella parte della storia del testo che attiene alla sua edizione (carteggi dell’autore con l’editore; i pareri di lettura; la promozione dell’opera) e alla sua fortuna presso il pubblico dei lettori (ristampe, nuove edizioni, le tirature, le vendite).
Per quanto riguarda la diffusione e la ricezione in Europa, accanto alle parti attinenti alla storia del testo (fonti, modelli, sperimentazione letteraria nel quadro della cultura europea) la presenza, e la durata, di un’opera nella tradizione letteraria europea è stata innanzitutto verificata nella sua storia editoriale: le proposte tra editore ed editore; le intermediazioni intellettuali; le traduzioni; tirature ed edizioni. La ricostruzione della storia materiale del testo è risultata preliminare ai livelli di approfondimento che prevedono l'analisi delle modalità e degli esiti delle traduzioni e la ricostruzione della ricezione dell’opera nella critica e nella società letteraria della realtà in cui è diffusa.
Il progetto ha ricostruito di ogni opera, come parte della storia del testo, il quadro completo delle edizioni straniere.
Gli esiti della ricerca hanno definito gli strumenti necessari a ricostruire i quadri che risultavano assenti:
-la bibliografia delle opere italiane del Novecento a firma di donne;
-la bibliografia delle opere italiane del Novecento tradotte in Francia;
-la bibliografia delle opere italiane del Novecento tradotte in Polonia.
Contestualmente ha preso avvio l’analisi, condotta secondo le modalità previste, delle seguenti opere, selezionate sulla base dei criteri indicati:
-"Una donna" di Sibilla Aleramo (Roma-Torino, Sten, 1906)
-"Nessuno torna indietro" di Alba de Céspedes (Milano, Mondadori, 1938).

2006 Sibilla Aleramo nel panorama culturale del Novecento

La ricerca Sibilla Aleramo nel panorama culturale del Novecento si inserisce nell'ambito degli studi volti a ricostruire i profili intellettuali di alcune importanti scrittrici italiane del Novecento e di arricchire i quadri storiografici e la tradizione letteraria secondo un'ottica di genere. Si affianca a ricerche nazionali ("Politiche, culture, ed esperienze delle donne nell'Europa del Novecento", Murst 1997; "Luoghi e fonti della ricerca per una storia delle donne nel Novecento", Murst 2000; "Scrittrici e intellettuali del Novecento. Le carte d'archivio", Fondazione Cariplo) e internazionali ("WWW. Women writers words. Scrittrici e intellettuali europee del Novecento", Cultura 2000). Esse hanno consentito di individuare, ordinare e inventariare alcuni archivi, luoghi primari di applicazione della ricerca, e di realizzare inventari, bibliografie, cataloghi di mostre, atti di convegni su de Céspedes, Masino, Manzini, Zangrandi.

Entro tale contesto si inquadra la ricerca su Sibilla Aleramo, che ha avuto l'obiettivo di ricostruire la complessità del profilo intellettuale della scrittrice nel contesto culturale del Novecento. E’ stata dunque ricostruita la biografia intellettuale di Aleramo nel contesto della cultura letteraria del Novecento, attraverso un attento lavoro nei fondi archivistici che conservano le carte di Aleramo.

L'archivio Aleramo - lasciato dall'autrice al Partito Comunista Italiano che, alla sua morte, lo ha depositato presso la Fondazione Istituto Gramsci - conserva un patrimonio ricchissimo (diari, corrispondenza, manoscritti e dattiloscritti di opere, documenti personali, ecc.) ancora quasi interamente da esplorare.
Accanto al nucleo centrale dell'archivio dell'autrice, sono stati individuati fondi conservati presso altri archivi che conservano materiali di Sibilla Aleramo di particolare rilievo per ricostruire gli epistolari con alcuni dei più importanti esponenti del panorama letterario del Novecento:
Archivio Alba de Céspedes - Fondazione Elvira Badaracco - Milano;
Archivio contemporaneo “Alessandro Bonsanti" - Firenze;
Archivio del Novecento - Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (Archivio Franco Matacotta);
Archivio del Novecento in Liguria - Università di Genova (Fondo Carte Umberto Fracchia);
Archivio storico – Empoli (Fondo Premio Letterario Pozzale);
Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino (Fondo Irene Marcioneti);
Centro di Studi «Aldo Palazzeschi» - Firenze;
Fondazione Primo Conti - Fiesole;
Fondazione Giorgio Cini –Venezia (Fondo Nardi; Fondo Sister Mary of St. Mark).

La ricerca ha inoltre lavorato presso gli archivi editoriali per ricostruire la genesi e la storia delle opere della scrittrice: Fondazione Feltrinelli di Milano, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori di Milano.
Un ulteriore lavoro è stato svolto presso i fondi di archivi stranieri, in particolare francesi (Musée Rodin, Bibliothèque Nationale de France, Bibliothèque publique et universitaire de Génève). La ricerca si è posta nella prospettiva di indagare il rapporto fra edito e inedito in relazione in particolare ai settori della corrispondenza (i carteggi di Sibilla Aleramo con esponenti della cultura novecentesca - da Baldini a Boine, Campana, Cardarelli, Quasimodo, Rebora, Slataper -, sono stati editi, ma il materiale ancora inedito risulta di particolare rilievo) per ricostruire in forma esaustiva l'attività letteraria della scrittrice (ricostruendo la genesi e la storia editoriale delle opere, la diffusione e la ricezione in Italia e all'estero), il suo impegno politico-culturale e le sue relazioni - ampie e a carattere internazionale - con l'ambiente culturale europeo e, in particolare, con l'intellettualità femminile.

La corrispondenza rappresenta una fonte significativa che pone l'autrice nel contesto intellettuale del suo tempo, in relazione con i maggiori esponenti e le principali correnti del Novecento letterario. I rapporti con le emancipazioniste, con le scrittrici e gli scrittori, con gli intellettuali e gli artisti italiani e stranieri, con gli ambienti politici e culturali legati a significative riviste culturali, letterarie, femminili (dal «Marzocco», alla «Voce», alla «La Grande Illustrazione Italiana», a «Mercurio», «Noi donne» ecc.), con gli editori e i traduttori sono tutti documentati dall'ampia serie dei carteggi. Il lavoro dunque ha tenuto conto non solo del vastissimo materiale conservato nell'Archivio dell'autrice e nei fondi aggregati, ma anche di quello presente negli archivi dei corrispondenti.
In particolare:
-Scrittori, intellettuali e artisti italiani: Vittoria Aganoor Pampilj, Barbara Allason, Giovan Battista Agnoletti, Maria Luisa Astaldi, Riccardo Bacchelli, Giacomo Balla, Anna Banti, Maria Bellonci, Sem Benelli, Giovanni Boine, Massimo Bontempelli, Elisa Boschetti, Aldo Capasso, i coniugi Celli, Fausta Cialente, Primo Conti, Silvio D'Amico, Giacomo Debenedetti, Alba de Céspedes, Grazia Deledda, Enrico Falqui, Amalia Guglielminetti, Piero Jahier; Curzio Malaparte, Paola Masino, Gianna Manzini, Ersilia Majno, Biagia Marniti, Elsa Morante, Neera, Ada Negri, Ugo Ojetti, Virgilia Olper Monis, Angiolo Orvieto, Aldo Palazzeschi, Alfredo Panzini, Giuseppe Prezzolini e la moglie Dolores, Alessandra Ravizza, Gaetano Salvemini, Margherita Scarfatti, Matilde Serao, Scipio Slataper, Sergio Solmi, Flavia Steno, Federigo Tozzi.
- Scrittori, intellettuali e artisti francesi: Aurel, Valery Larbaud, Alfred Mortier, Léon Balzagette, Marguerite e Camille Mauclair, Charles Vildrac, Auguste Rodin,
Julien Luchaire e con i traduttori francesi Pierre-Paul Plan e Marthe-Yvonne Lenoir. - Editori: Arnoldo Mondadori, Bemporad, Feltrinelli, Treves, Tumminelli, Stock, Sten e gli editori francesi Calmann-Lévy, F. Rieder & C. Editeurs.

2008 Classici italiani nel mondo. L'opera di Alba de Cespedes

La scelta di una ricerca applicata con sistematicità all'opera complessiva di Alba de Céspedes, protagonista del Novecento letterario italiano, è maturata a partire dagli elementi che la inquadrano in ambito nazionale e internazionale:
1) il carattere sperimentale della ricerca letteraria su cui si fonda, interna al contesto italiano degli anni Trenta- Sessanta e a quello francese degli anni Settanta e Ottanta; scritta in lingua italiana e in lingua francese;
2) il carattere internazionale della figura intellettuale di de Céspedes (italiana, francese, cubana) e la diffusione su scala mondiale della sua opera (in Europa, nei Paesi dell'Est, nelle Americhe, in Oriente);
3) la disponibilità di un complesso pressoché esaustivo di fonti d'archivio:
il Fondo personale e la biblioteca d'autore, conservati presso la Fondazione Elvira Badaracco, Milano;
il Fondo personale e la biblioteca d'autore e il Fondo editoriale italiano, conservati presso la Fondazione Mondadori, Milano;
il Fondo editoriale francese, conservato presso Seuil, Parigi;
le carte familiari conservate a Cuba, presso privati ed Enti pubblici.
Altri materiali, utili in particolare per la ricostruzione delle relazioni intellettuali, sono conservati presso le Università di Roma "La Sapienza" (Archivio del Novecento), di Milano Statale (APICE) e presso le Fondazioni Gramsci, Banti, Bellonci;
4) i soggetti coinvolti nella ricerca: la ricerca - che segue all'attività svolta in funzione del primo ordinamento dei fondi archivistici italiani e alla loro presentazione alla comunità scientifica – ha coinvolto, oltre a docenti e dottori di ricerca della "Sapienza", gli Enti preposti alla conservazione e valorizzazione dei Fondi italiani (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Elvira Badaracco) e personale di altre Università, italiane e straniere. Il rapporto con le Università straniere coinvolte in questo progetto è, in varie forme, interno al processo di internazionalizzazione della ricerca, oltre che motivato, ovviamente, dalla convergenza degli interessi scientifici.
In particolare:
-la prof.a Cazalé, Université Paris Ouest Nanterre La Defance, già partner di ricerche nazionali e internazionali, responsabile di numerose tesi in co-tutela del dottorato in Storia delle scritture femminili è attualmente parte del Collegio docenti del dottorato internazionale Studi di genere, incardinato nel DSFLL;
-la prof.a Miszalska è responsabile scientifico dell'accordo stipulato tra il DSFLL e l'Università Jagellonica di Cracovia, nell'ambito del quale ha collaborato anche la dottoranda Anita Klos;
- la prof.ssa Mayerin Bello dell'Università dell'Avana, insieme alla prof.ssa Luisa Campuzano, direttrice della Casa de Las America dell'Avana, sono interne all'accordo stipulato tra il DSFLL e il DSLL, responsabile scientifico Marina Zancan, in parte attinente alla valorizzazione dell'opera e delle carte di Alba de Céspedes;
5) la ricorrenza del Centenario della nascita dell'autrice: il Centenario della nascita di Alba de Céspedes è stato celebrato nel 2011, anno per cui si sono svolti gli eventi promossi, sia in ambito nazionale che in ambito internazionale, all’interno di questa ricerca, che tra l’altro ne hanno valorizzato gli esiti.

La ricerca, nella prospettiva di ricostruire il profilo intellettuale di Alba de Céspedes, ha analizzato la storia e la fortuna delle opere edite: romanzi, racconti, raccolte poetiche. Incentrandosi sulle carte d'archivio, la biblioteca dell'autrice, la bibliografia critica, la ricerca ha ricostruito la storia editoriale delle singole opere (le edizioni, le varianti d'autore); le traduzioni (gli adattamenti d'autore, i rapporti con i traduttori); il rapporto, intenso e personale, con gli editori (Mondadori, Seuil); la corrispondenza con gli operatori editoriali, per quanto attiene ai paratesti e alla promozione; la fortuna presso il pubblico (tirature, ristampe, ecc.) e presso la critica. Ricostruisce e analizza, come parte della storia dei testi, le riduzioni per il cinema, il teatro, la televisione.
Accanto alla storia editoriale dell'edito, le carte d'archivio conservano quanto è rimasto inedito. Di questo ampio materiale, la ricerca ha operato sui seguenti settori: 1) Con gran amor, l'ultimo romanzo rimasto incompiuto, previsto dall'autrice in edizione italiana e cubana (racconta, intrecciata alla storia familiare, la storia di Cuba da Carlos Manuel de Céspedes, il nonno, il "padre della patria", a Castro); 2) i diari e i quaderni di lavoro; 3) la corrispondenza con editori, traduttori e operatori culturali.

2011 Scrittrici e intellettuali del Novecento. Fonti e strumenti della ricerca

Nel 2011 la Sapienza, Università di Roma, ha finanziato il progetto di ricerca, coordinato da Marina Zancan, dal titolo Scrittrici e intellettuali del Novecento. Fonti e strumenti della ricerca. La ricerca si è posta l’obiettivo di ricostruire, attraverso un lavoro sistematico su fonti d'archivio, la presenza e la progettualità di scrittrici e intellettuali italiane, protagoniste del Novecento europeo: figure eccezionali ed isolate, apparentemente estranee le une alle altre, tendenzialmente esterne ai contesti coevi (culturali, letterari, politici) e alle forme dell'impegno civile. Le trame di una fitta rete di relazioni (tra scrittrici; tra scrittrici, politiche e intellettuali; tra scrittrici e scrittori, editori, traduttori) documentano, viceversa, tra pubblico e privato, la presenza attenta, critica e impegnata della generazione di scrittrici (Aleramo, de Céspedes, Masino, Banti, Manzini, Bellonci, Ginzburg, Romano, Lagorio, Viganò, Cialente, Zangrandi, Dolores Prato). Le carte che si conservano nei loro Archivi personali, spesso gelosamente conservati, ordinati, talvolta destinati (esemplari, in questo, Aleramo e de Céspedes), messe in relazione tra loro, con gli archivi di autori, traduttori, editori, hanno consentito di lavorare, sul piano critico e storiografico, secondo una prospettiva ampia, conforme alla categoria del genere (uomini e donne, esperienze, memorie, progetti affini e diversi), attenta alle zone di confine tra discipline diverse (la storia, la letteratura, l'archivistica, la sociologia), tra cultura nazionale e culture di altri paesi (corrispondenza, viaggi, soggiorni, relazioni internazionali, traduzioni).
La prospettiva del progetto - la rivisitazione dei quadri storiografici per ricostruire le trame di una storia culturale e politica attenta alla pluralità dei soggetti, dei percorsi, dei progetti - si è fondata, pertanto, coerentemente, su due scelte: l'assunzione degli archivi personali come oggetto primario dell'indagine; la compresenza, nella composizione del gruppo di lavoro, di studiose e studiosi con competenze diverse (letterarie, storiche, archivistiche) e inseriti, professionalmente, sia in Dipartimenti universitari, sia in Centri o Fondazioni deputati alla conservazione, e alla valorizzazione, di fondi archivistici.
In questo quadro, la ricerca - come attesta la composizione del gruppo di lavoro – ha coordinato competenze, metodologie, settori scientifici (storico-letterario, filologico, linguistico, sociologico, archivistico, informatico, biblioteconomico) rappresentati all'interno dell'Ateneo, sul piano nazionale e in Europa. La ricerca ha lavorato su fonti conservate in Italia (sugli archivi delle scrittrici e sui fondi editoriali: Zancan, Storini, Di Nicola, Cirilli, Ruggeri, Scacchi, Nicotra, Rubini ), in Francia (sugli archivi editoriali di Seuil e per ricostruire la diffusione e ricezione in area francese: Cazalé, che dirige il Centro di ricerca CRIX, e Ciminari, de L'Université de Savoie), in Polonia (la prof.ssa Miszalska dell'Università Jagellonica di Cracovia è referente di un accordo interdipartimentale nell'ambito delle relazioni internazionali dell'Ateneo), in Svezia (sulla diffusione delle scrittrici italiane in Svezia sono impegnate Cecilia Schwartz e Karin Dahl), a Cuba (Mayerin Bello, dell'Università dell'Avana, insieme a Luisa Campuzano in particolare seguono i lavori relativi ad Alba de Céspedes). La ricerca, per quanto attiene ai beni archivistici e librari, opera in rapporto con le Soprintendenze archivistiche e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
In questo quadro gli obiettivi sono stati:
1. lo studio delle carte d'archivio, in particolare sugli Archivi Aleramo, Masino, Manzini, Bellonci, Cialente, Ginzburg, Ortese, Prato, Zangrandi, Viganò.
2. La costruzione di un repertorio bibliografico delle scrittrici italiane del Novecento, in una prospettiva anche internazionale che tenga conto della diffusione e della ricezione delle nostre autrici all'estero
3. La realizzazione di questo sito “Scrittrici e intellettuali del Novecento” relativo alle scritture di donne, volto a valorizzare e a mettere a disposizione della comunità scientifica gli esiti della ricerca.