Dottorato in Storia delle scritture femminili (1995-2008)

Il Dottorato in Storia delle scritture femminili è stato attivato nel ciclo X (1995-96) dei Dottorati dell'Università di Roma "La Sapienza" (ora Sapienza-Università di Roma). Istituito dalla Facoltà di Lettere e Filosofia, dall'a.a. 1998-1999 esso ha avuto sede scientifica e amministrativa presso il Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari (DSFLL). All'atto della sua istituzione, e per cinque cicli consecutivi, il Dottorato ha assunto la struttura del Consorzio: alla Sapienza si sono associate le Università di Siena, Torino e Padova, a cui si è aggiunta, nel ciclo XIV (1999-2000), l'Università di Bologna. Dal ciclo XV (2000-2001), in adeguamento ai nuovi Regolamenti assunti dai diversi Atenei italiani, il Dottorato, pur mantenendo un Collegio docenti a carattere nazionale, si è ridefinito come struttura della Sapienza.
Dall'a.a. 1998-1999, in base ad un accordo stipulato dai Rettori delle Università di Siena e della Sapienza, il Dottorato, rappresentato da Marina Zancan, sua coordinatrice, ha partecipato all'organizzazione della Scuola estiva di Storia e Culture delle Donne ''Annarita Buttafuoco", con sede presso la Certosa di Pontignano.
Il Dottorato è stato rinnovato, annualmente, fino al ciclo XX (2004-2005); le domande presentate per i cicli XXI (2005-2006) e XXII (2006-2007) non sono state accolte: in base al Regolamento d'Ateneo, il Dottorato è risultato, pertanto, disattivato e ha concluso le proprie attività nel dicembre 2008.

Il progetto del Dottorato matura nei primi anni Novanta, quando prendono corpo, in ambito accademico, le prime strutture scientifico-didattiche imperniate sugli studi di genere, mentre si strutturano alcuni dei luoghi storici del femminismo - a Milano la Fondazione Elvira Badaracco Studi e documentazione delle donne e gli Archivi Riuniti delle Donne (Unione Femminile Nazionale); a Roma la Casa internazionale delle Donne; a Bologna il Centro di documentazione donne; a Venezia il Centro Donna. Sono gli anni in cui le prospettive elaborate negli anni Ottanta - la ridefinizione degli assetti disciplinari sulla base delle ipotesi elaborate dal pensiero politico degli anni Settanta e l'intreccio tra settori scientifici affini - si coniugano, in alcuni Atenei, all'offerta formativa.
In questo quadro, nel 1990 avvia la propria attività la Scuola estiva di Storia delle Donne, nel 1999 ridefinita Scuola estiva di Storia e Culture delle Donne e intitolata ad Annarita Buttafuoco, protagonista nella sua ideazione e, fino a quell'anno, nella sua conduzione. Promossa dall'Ateneo di Siena e dalla Società italiana delle Storiche, la Scuola estiva di Pontignano ha per anni offerto, nelle sue settimane residenziali, esperienze formative basate sulla trasmissione, ad un pubblico eterogeneo (studentesse, insegnanti, operatrici culturali, casalinghe), di un sapere attento alla pluralità degli approcci, radicato nelle specificità disciplinari, ma orientato a varcarne, sperimentalmente, i confini, in una prospettiva di genere. Nel 1991, docenti e ricercatrici dell'Università di Torino fondano il CIRSDe (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne), una struttura di riferimento per la ricerca scientifica e la didattica avanzata, imperniate sulla differenza di genere come questione e come punto di vista. Nel 1993 è istituito, presso l'Università di Napoli "L'Orientale", il Dottorato in Storia della famiglia e della identità di genere tra XVIII e XX secolo nella società europea, poi ridenominato Storia delle donne e dell'identità di genere in età moderna e contemporanea: un Dottorato attinente alle discipline storiche, connotato dall'assunzione del genere come categoria interpretativa privilegiata.
Promosso da docenti di Atenei diversi - Siena (Buttafuoco), Torino (Andreini), Padova (Arslan), Roma (Zancan) - interne, o in rapporto, con i luoghi storici del femminismo (in particolare, Fondazione Badaracco, Archivi Riuniti delle Donne, Unione Femminile Nazionale), il Dottorato in Storia delle scritture femminili si dispone, in questo quadro, alle origini di un processo intrecciato negli anni alla riforma universitaria e ai processi di internazionalizzazione, contribuendo a rinnovare l'attività scientifica e formativa dell'Università italiana.

Il Dottorato è stato progettato e ha operato secondo una prospettiva multidisciplinare: imperniato, all'atto della sua istituzione, sui settori scientifico-disciplinari attinenti alla Letteratura italiana e alla Storia, ma aperto all'intera area umanistica, esso ha incluso, negli anni, le letterature inglese, anglo-americana, tedesca, francese, spagnola; le discipline linguistiche, archeologiche, storico-artistiche, filosofiche, giuridiche. La composizione del Collegio docenti, integrata dalle figure dei tutori e dei docenti e di Università straniere responsabili di tesi in cotutela, riflette la molteplicità delle discipline afferite al progetto, come documenta l'insieme dei profili delle docenti. Dotato di una struttura multidisciplinare e frequentato, negli anni, da laureate nei diversi settori scientifici in esso rappresentati, il Dottorato ha sempre operato secondo una prospettiva unitaria, eludendo l'ipotesi di articolarsi in curricula disciplinariamente differenziati: una scelta, consentita dal progetto originario, fondata sulle metodologie scientifico-didattiche adottate e motivata dagli obiettivi formativi perseguiti.

Il Dottorato è stato istituito sulla base di un progetto volto allo studio della storia politica, sociale e culturale italiana, considerata nel quadro della cultura europea e della sua diffusione internazionale. In questo ambito di ricerca ampio, e potenzialmente aperto, i primi elementi di unitarietà sono stati gli oggetti delle indagini. Le scritture, e tutte le forme di rappresentazione e di espressione delle donne, considerate in sé e in quanto fonti per una storia culturale e politica attenta alla pluralità dei soggetti e alle relazioni tra i sessi, sono state l'oggetto privilegiato delle ricerche: opere letterarie e opere d'arte, scritture personali (diari, lettere, memorie, note di lavoro); traduzioni; carte e scritture editoriali; scritture civili e politiche (stampa, documenti politici, atti legislativi e fonti giudiziarie). Le tesi di Dottorato - ognuna esito di un percorso originale, spesso costruito su carte d'archivio - sono altrettanti tasselli di un discorso storiografico discontinuo, che interroga l'univocità della tradizione, ne problematizza i quadri, arricchisce il patrimonio conoscitivo e rinnova le ipotesi scientifiche delle singole aree disciplinari.

Il Dottorato ha operato con l'obiettivo di soddisfare le esigenze di una formazione specialistica qualificata dall'assunzione delle prospettive del genere: dall'interno delle singole discipline, ma nel quadro di una riflessione politica e culturale ad esse sottesa, ha dunque affrontato, nella guida alle singole tesi, e negli incontri seminariali, la complessità dei metodi propri ad una indagine scientifica attenta alla pluralità delle identità individuali e collettive, alle loro memorie, alla specificità delle forme di conoscenza e di espressione. Ogni percorso di ricerca individuale, tendenzialmente ancorato al settore scientifico di appartenenza, si è disposto pertanto nel quadro di una riflessione teorica e metodologica volta a storicizzare la genesi della categoria del genere e a valutarne, problematicamente, gli esiti nella sua applicazione agli statuti disciplinari: l'individuazione e l'organizzazione delle fonti, le prospettive e le categorie interpretative, le periodizzazioni e le questioni storiografiche.
Un'attività formativa protesa, dunque, a sondare, sperimentalmente, le aree contigue tra discipline diverse, tra esperienze e saperi, tra costruzioni simboliche, norme e pratiche sociali; fondata sul confronto tra approcci e metodologie diversi, aperta e attenta ad esperienze affini, in ambito europeo e internazionale.

Il quadro del Collegio docenti del Dottorato ricostruisce le linee di tendenza delle attività didattiche svolte negli anni: le studiose e gli studiosi che, nella successione dei seminari, hanno interagito con le docenti del Collegio, dotati di competenze scientifiche formatesi in percorsi e ambiti diversi (Università italiane e straniere, Centri di ricerca, luoghi politici delle donne, Archivi, Case editrici) riflettono la tendenza a formare capacità di ricerca flessibili, in grado di interrogare gli statuti disciplinari e di innovare, nel confronto, le metodologie interpretative.

I luoghi della didattica, che si sono alternati alla sede istituzionale del Dottorato, mentre danno corpo alla rete di relazioni al cui interno si sono disposte l'origine e le attività del Dottorato, delineano intrecci possibili, nei percorsi di ricerca, tra strutture, patrimoni ed esperienze diversi, tra i luoghi dell'Accademia e i luoghi storici della cultura delle donne. Ai seminari tenuti presso la Sapienza si sono alternati, in questo quadro, quelli organizzati presso gli Atenei consorziati (Siena, Torino, Padova, Bologna); agli incontri programmati presso sedi accademiche si sono intrecciate le attività svolte a Milano - alla Fondazione Badaracco e agli Archivi Riuniti delle Donne - e a Roma, alla Casa internazionale delle Donne, sede di Archivia.

Parte integrante delle attività formative del Dottorato sono stati i soggiorni di ricerca all'estero, trascorsi da alcune dottorande nell'ambito dei programmi di cotutela o con il sostegno di borse di studio. Il carattere internazionale del progetto scientifico del Dottorato, riflesso nella programmazione didattica e nei progetti di ricerca attivati, si è infatti concretizzato, negli anni, in una rete internazionale di collaborazioni scientifico-didattiche.
Delle questioni connesse ai processi di internazionalizzazione dei percorsi di alta formazione, il Collegio ha discusso, nella fase iniziale del Dottorato, in due occasioni pubbliche: il seminario organizzato, in conclusione al secondo anno di attività, alla Certosa di Pontignano (Studi sulle donne. L'esperienza americana e la discussione italiana, 13-14 giugno 1997) e il seminario internazionale Studi e ricerche delle donne. L'Università italiana nella prospettiva della Comunità Europea, tenuto alla Sapienza il 14 maggio 1999, in chiusura del primo triennio.
I due incontri, programmati nel quadro delle attività didattiche del Dottorato, ma aperti alla comunità scientifica, hanno sottoposto al vaglio esperienze già in corso, valutandone le prospettive. Il primo si dispone sullo sfondo del progetto di ricerca di Caterina Romeo (dedicato ai memoir delle scrittrici italo americane), che aveva vinto, per l'a.a. 1997-1998, una borsa di studio della State University di New York a Stony Brook, dove avrebbe condotto le sue ricerche sotto la guida di Edvige Giunta. Il secondo ha discusso invece le attività e i rapporti internazionali del Dottorato, nel quadro delle prospettive della Comunità Europea: quelli interni all'Associazione europea AOIFE e, parallelamente, quelli attivati nell'ambito del programma di cotutela.

Nel 1997 la Sapienza (rappresentata, negli anni, per le docenti da Marina Caffìero e Maria Serena Sapegno e per le giovani studiose dalle dottorande Myriam Trevisan e Giulia Galeotti e dalle dottore Caterina Romeo e Sonia Sabelli) ha aderito all'Associazione europea AOIFE (Association of Institutions in Feminist education and research in Europe) che, dal 1998, ha gestito la rete tematica ATHENA (Advanced Thematic Network for Activities on Women's Studies): all'interno delle relazioni con strutture universitarie ed extrauniversitarie attivate in Europa dall'Associazione, il Dottorato ha stretto un accordo con l'Università di Utrecht che, con una borsa di studio annuale, ha favorito la frequenza delle dottorande alla Noise European Summer School. Negli stessi anni (1998-1999), l'accordo stipulato tra la Sapienza e l'Università di Siena ha incentivato (con l'erogazione di borse di studio) la partecipazione alle settimane residenziali della Scuola estiva di Pontignano, esterna alla Rete, ma impostata anch'essa, dalla sua istituzione, sull'intreccio e il confronto di ricerche italiane ed esperienze europee e internazionali.
Il programma universitario della cotutela - che prevede tesi elaborate, in periodi alterni, presso i due Atenei cooperanti e il conferimento, da parte di entrambi, del titolo di Dottore di ricerca - è stato attuato, a partire dal Ciclo XIII, con Università francesi: l'Université "Charles De Gaulle" di Lille de France (tesi di Federica Negri, titolare di una borsa di mobilità internazionale del MURST, e di Maria Mignini, con il sostegno di una borsa dell'Accademia di San Luca); l'Université Paris X Nanterre (tesi di Sabina Ciminari); l'Université Paris III Sorbonne nouvelle (tesi di Daniela Carpisassi). L'esperienza della cotutela - che, a partire dalle modalità che ne regolano l'attuazione, ha consentito, sul piano formativo, esiti di eccellenza - ripetuta negli anni, ha consolidato sul piano scientifico e didattico una rete di relazioni con gli Atenei cooperanti che ha consentito, alla disattivazione del Dottorato, l'istituzione sperimentale del primo nucleo di un Dottorato internazionale in Studi di genere.
Meno strutturata, ma certamente positiva, è stata la mobilità internazionale garantita dal sistema delle borse di studio.

Le competenze messe in gioco nella costruzione dei percorsi didattici e scientifici del Dottorato; la prospettiva di lavorare sulle zone di confine tra disciplina e disciplina, coniugata all'integrazione sistematica fra tradizioni scientifico­accademiche e saperi delle donne; la costruzione di una rete internazionale di relazioni tra Atenei, Università, Centri di ricerca e luoghi delle donne hanno dato al Dottorato il carattere di un piccolo laboratorio sperimentale che, nel quadro dei processi di rinnovamento della formazione universitaria, ha operato nelle prospettive degli studi di genere avallate dal Protocollo d'intesa firmato dal Dipartimento per le Pari Opportunità e dalla CRUI. Al suo interno, mentre le ipotesi scientifico-didattiche del progetto hanno preso corpo nei singoli percorsi di ricerca, le dottorande hanno costruito, ognuna, il proprio autonomo profilo scientifico e professionale.

Gli esiti di questo lungo e complesso lavoro vengono evidenziati dall’insieme dei lavori di dottorato discussi. Il quadro che ne emerge consente alcune valutazioni sugli risultati scientifici dell'attività del Dottorato: tutte concluse (con un solo abbandono, per gravi motivi familiari) e approvate con giudizi pienamente positivi, le tesi hanno ottenuto una buona accoglienza dalla comunità scientifica: una parte di esse sono state pubblicate, mentre hanno ottenuto particolari riconoscimenti le tesi Lettere dall'Egeo. Donne italiane nell'archeologia classica tra il 1900 e 1950 attraverso le scritture private di Giovanna Bandini (Premio Franca Pieroni Bortolotti, Comune di Firenze, 2000); Esplorare il passato, riscrivere il presente: tradizione e innovazione nei memoir delle scrittrici italo-americane di Caterina Romeo (Premio per la migliore tesi di dottorato sulla cultura italo-americana, American Italian Historical Association, 2000); Intellettuali italiane negli anni Trenta. L'alleanza muliebre culturale italiana di Alessandra Pauncz (menzione speciale al premio Franca Pieroni Bortolotti, Comune di Firenze 2000); La passione della purezza. Simone Weil e Cristina Campo di Federica Negri (menzione speciale al Premio Viaggio in Sicilia, Collegio Siciliano di Filosofia, 2002); La ricerca della paternità in Italia: storia dell'applicazione giurisprudenziale di un divieto di Giulia Galeotti (Premio Franca Pieroni Bortolotti, Comune di Firenze, 2004); Le donne nell'insegnamento della Storia dell'arte e nella tutela del patrimonio artistico. Italia e Francia: 1900-1940 di Maria Mignini (Premio Franca Pieroni Bortolotti, Comune di Firenze, 2005); Lettere all'editore. Ritratti di scrittrici di Sabina Ciminari (Premio Franca Pieroni Bortolotti, Comune di Firenze, 2006).
L'attività di ricerca delle Dottore, conseguito il titolo, è continuata all'interno di progetti di ricerca nazionali e internazionali, in rapporto con Università (borse di post-dottorato, assegni di ricerca, Ph.D e corsi di perfezionamento all'estero), Centri di ricerca, Reti e luoghi storici delle donne. Il valore scientifico delle tesi di dottorato, la continuità e la qualità dell'attività di ricerca confermano la coerenza tra le ipotesi originarie e gli esiti conseguiti dal Dottorato.
Rimane da valutare l'incidenza di questi processi di formazione nella costruzione dei profili professionali delle Dottore. La loro attività lavorativa è, allo stato attuale, in prevalenza l'insegnamento nei diversi livelli dell'ordinamento scolastico: un'occupazione, dunque, coerente ad un percorso di studi umanistici, vincolato alla ricerca scientifica, in cui l'applicazione della categoria del genere può consentire un approccio didattico attento alla pluralità delle identità e delle culture.

Tre sono gli elementi che qualificano il carattere innovativo di questa esperienza: il radicamento della ridefinizione delle ipotesi scientifiche e delle metodologie di lavoro, nel cambiamento agito dal movimento politico delle donne; il suo carattere, per vocazione, internazionale; la dimensione flessibile tra saperi e discipline diversi.

COLLEGIO DOCENTI DEL DOTTORATO IN Storia delle scritture femminili
coordinato da Marina Zancan



Andreini Alba, Università degli Studi di Torino. Nel collegio docenti dal X al XX ciclo.

Angelini Franca, Sapienza-Università di Roma. Nel collegio docenti dal X al XIII ciclo

Arslan Antonia, Università degli Studi di Padova. Nel collegio docenti dal X al XVI ciclo

Ascarelli Roberta, Università di Siena, sede di Arezzo. Nel collegio docenti dal XVI al XVII ciclo

Bernardini Francesca, Sapienza-Università di Roma. Nel collegio docenti dal X al XXI ciclo

Buttafuoco Annarita, Università di Siena - sede di Arezzo. Nel collegio docenti dal X al XV ciclo

Cazalé Bérard Claude, Université Paris X-Nanterre. Nel collegio docenti dal XX ciclo

Colaiacomo Paola, Università di Venezia. Nel collegio docenti dal XVI al XX ciclo

Dalai Emiliani Maria Luisa, Sapienza-Università di Roma. Nel collegio docenti dal XVII al XX ciclo

Di Nicola Laura, Sapienza-Università di Roma - Nel collegio docenti dal XX ciclo

Frabotta Biancamaria, Sapienza-Università di Roma. Nel collegio docenti dal X al XIII ciclo

Gargano Antonella, Università di Macerata. Nel collegio docenti dal XV al XIX ciclo

Mondello Elisabetta, Sapienza-Università di Roma. Nel collegio docenti dal XVIII al XX ciclo

Palazzi Maura, Università di Ferrara. Nel collegio docenti dal XVI al XX ciclo

Pettinelli Alhaique Rosanna, Sapienza-Università di Roma. Nel collegio docenti nel X ciclo

Piemontese Maria Emanuela, Sapienza-Università di Roma. Nel collegio docenti dal XVII al XX ciclo

Sapegno Maria Serena, Sapienza-Università di Roma. Nel collegio docenti dal XVI al XX ciclo

Storini Monica Cristina, Sapienza-Università di Roma. Nel collegio docenti dal XVII al XX ciclo

Tenenbaum Katrin Tamara, Sapienza-Università di Roma. Nel collegio docenti dal XVII al XX ciclo

Zancan Marina, Sapienza-Università di Roma. Nel collegio docenti dal X al XX ciclo